Lybra: (Start) Up, abbiamo l’energia

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Lybra: (Start) Up, abbiamo l’energia

Undeground Power - lybra - Panorama

Ingegnere, 32 anni, di Monza, Andrea Pirisi è l’esempio vivente della flessibilità creativa: sognava di ricavare energia sfruttando le onde del mare, ma quando si è trovato davanti a un venture capitalist europeo un po’ perplesso si è inventato al volo l’alternativa. «I volumi di energia prodotta dalle boe non sarebbero stati sufficienti a giustificare un investimento importante» spiega Pirisi. «E così gli dissi all’improvviso: e se riuscissi a ricavare molta più energia sfruttando quella cinetica del traffico cittadino? Il volto dell’investitore si è illuminato. Ho capito che ero sulla buona strada e mi sono messo al lavoro».

Era il 2009 e proprio così, in pochi minuti, si è deciso il destino di Underground Power (Up), la società che Andrea Pirisi ha fondato a Pinzolo (Trento) con gli amici Massimiliano Nosenzo, figlio di imprenditori che producono sistemi per il controllo qualità, Andrea Corneo, il bocconiano, e Riccardo Zich, ordinario di elettrotecnica al Politecnico di Milano e tutor di Parisi per il dottorato di ricerca.

Insieme stanno per realizzare il primo prototipo funzionante di Lybra, un dispositivo da interrare nell’asfalto per rallentare le auto e convertire l’energia sprigionata dal movimento in elettricità da utilizzare sul posto. «Potrebbe alimentare l’illuminazione pubblica, la ricarica delle auto elettriche, le attività di alcuni edifici nelle vicinanze» racconta il fondatore, consapevole di dover vedersela con quattro concorrenti nel mondo, nessuno ancora è sul mercato.

L’idea di Underground Power è già stata premiata dai bandi per le aziende innovative del Comune di Monza, della provincia di Trento e di Intesa Sanpaolo (grazie alla quale ha partecipato a febbraio all’Italian Innovation Day, organizzato con la Fondazione Mind the Bridge) raccogliendo in tutto circa 60 mila euro.

Una minima parte di quanto servirà per far partire la produzione. «Entro sei mesi saranno pronti i primi prototipi funzionanti, ma per decollare come impresa avremo bisogno di 1,2 milioni di euro il primo anno e dovremo aumentare l’investimento per tenere il passo con il prevedibile aumento della domanda sul mercato internazionale. Investitori? Abbiamo molti contatti, siamo fiduciosi». E se saranno italiani, farà anche piacere.

di Antonella Bersani

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