Up sempre più «up»: in arrivo un'(altra) iniezione record?

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Up sempre più «up»: in arrivo un'(altra) iniezione record?

04-03-2015

Dopo aver incassato un milione di euro da Unicredit – il più alto finanziamento coperto dal Fondo di Garanzia delle startup innovative – la creatura che ha ideato il rallentatore stradale Lybra, in grado di catturare energia cinetica dalle auto in transito, si prepara per un nuovo round di finanziamenti

 UPPP

Di banche ne hanno girate diciassette. A ognuna chiedevano, business plan alla mano, un finanziamento per sviluppare il loro prodotto. Proponevano in cambio la copertura offerta dal Fondo di Garanzia alle startup innovative (80% dell’importo) o garanzie immobiliari. Ma solo la diciottesima, il Credito Valtellinese, ha prestato loro 750mila euro. E senza saperlo, aveva finanziato la nuova impresa che pochi mesi dopo avrebbe ricevuto il finanziamento più alto, coperto dal Fondo, per una startup innovativa: 1 milione di euro, erogato da Unicredit. La startup in questione è Up (Underground Power), che ha ideato Lybra, rallentatore stradale simile a un dosso che recupera l’energia cinetica sprecata dalle auto in frenata e la trasforma in energia elettrica. Il dispositivo ha trovato la sua prima applicazione nel 2014 presso il centro commerciale Auchan di Rescaldina (Mi), dove ora l’energia generata dai veicoli in arrivo è sfruttata per illuminare i negozi e far girare gli impianti. “Per il 2015 abbiamo in programma altre due installazioni”, dice il co-fondatore e ceo Andrea Pirisi, ingegnere di 35 anni. “Ci sono Comuni del Nord Italia interessati a ospitarla. Quanto all’acquirente, vorremmo che fosse un’azienda elettrica, o comunque attiva nel settore dell’energia, e che entrasse come socio nell’aumento di capitale che faremo a breve”. Insomma, la maturità finanziaria è nella natura dell’azienda, che ha sede operativa a Paderno Dugnano (Mi) e in cui lavorano 16 persone. segnali di interesse ma anche critiche, sia al business plan che al prodotto. “È stata la cosa migliore che ci potesse capitare. Prendevamo spunto da ogni feedback negativo per migliorare Lybra”, ricorda Pirisi. La startup comincia ad autofinanziarsi mettendo 185mila euro proprie. Tra il 2010 e il 2012 vince premi e ottiene 62mila euro in due contest tra Monza e Trentino, 136mila dalla provincia di Trento, un roadshow europeo e un tour in Silicon Valley con Mind the Bridge organizzato nell’ambito di Intesa Sanpaolo Startup Initiative. Nel 2012, mentre i media iniziano a parlare di Lybra (arrivata oggi alla versione 6), Up organizza una conferenza stampa dimostrativa in un autodromo. Tra i presenti c’è anche un dirigente del centro commerciale Auchan, che nel giro di un anno diventa il primo cliente. Nel 2013 arrivano il primo (375mila euro) e il secondo aumento di capitale (400mila). Nello stesso anno Up si mette anche in cerca di credito bancario con la copertura del Fondo di Garanzia. L’idea però non piace molto alle banche, all’inizio scettiche rispetto alla garanzia statale e non troppo interessate neanche alle garanzie immobiliari dei soci. Dopo diciassette tentativi a vuoto, la prima a dire sì è appunto il Credito Valtellinese, che però preferisce non ricorrere al Fondo. Segue, nella primavera 2014, un altro finanziamento di 400mila euro (non coperto dal Fondo) da parte del Banco di Desio, e quindi, in estate, il finanziamento record di UniCredit. “Avevamo contattato Confindustria Monza e Brianza per sapere se c’erano banche interessate a concedere finanziamenti e in quello stesso periodo UniCredit si era rivolta a loro chiedendole di suggerire startup virtuose”. Ora, anticipa Pirisi, è in arrivo un altro finanziamento garantito dal Fondo. Ma bocche cucite sulla banca pronta a prestare il denaro. “L’importo sarà simile al finanziamento di UniCredit”. Nuovo record in vista?

Maurizio Di Lucchio

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