L’Unità – Edizione Nazionale

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L’Unità – Edizione Nazionale

L’Unità – Edizione Nazionale – 16/07/2013

Una leggera vibrazione e l’auto rallenta quasi automaticamente sui piccoli dossi che spuntano dalla strada. La casalinga che percorre la strada che porta diritto al centro commerciale non lo sa, ma mentre ha la sensazione di guidare sul pavé, la sua vettura sta producendo elettricità. Anzi, per la precisione, anziché dissipare la propria energia cinetica con i freni, la sta trasformando in chilowattora. Il segreto è in un brevetto, tutto italiano, messo a punto da una start up di Milano, che già dal nome tradisce le sue vere intenzioni: Underground Power (Up). Il dispositivo che compie il piccolo miracolo della trasformazione del movimento in elettricità si chiama, invece, Lybra. Realizzato il brevetto, oggi si parte: il dispositivo, dopo i primi test, farà la sua prima comparsa nell’area di parcheggio del centro commerciale Auchan di Rescaldina, in provincia di Milano. Un accordo pilota che, però, segna un vero e proprio salto di qualità per la piccola società fondata da uno studente, dal professore con il quale si è laureato, da un professionista della finanza e da un piccole imprenditore. Un mix di figure professionali, insomma, che mette insieme competenze teoriche e conoscenze pratiche. L’idea del «dosso-crea-energia» è venuta ad Andrea Pirisi, 34 anni, milanese, una tesi al Politecnico di Milano sui campi elettromagnetici e un dottorato di ricerca già completato alle spalle. Dopo la laurea, comincia a collaborare ad un progetto sperimentale sulla barriera corallina: bisognava, tra l’altro, sistemare boe in grado di restare attive 24 ore su 24. «Per alimentarle – racconta al l’Unità – abbiamo utilizzato il moto ondoso e la cosa ha funzionato». L’idea di trasferire il sistema dal mare alla strada è cresciuta giorno dopo giorno, proprio come una pianta ancora fragile che mano a mano affonda radici. E, ad un certo punto, Andrea si è presentato al professore della sua tesi, Riccardo Zich, 47 anni, ordinario di Elettrotecnica, con il suo progetto messo nero su bianco. Il docente ci ha pensato un po’ su, ma poi si è convinto ad entrare nella società. Insieme con gli altri due soci, Andrea Corneo, 32 anni, e Massimiliano Nosenzo, 36, con una piccola impresa alle spalle ma, soprattutto, una grande passione per i mercati finanziari. L’investimento iniziale è stato molto contenuto. Poi, però, nella società sono entrati altri tre soci (il papà di Andrea, Piero Pirisi e due colleghi di Corneo, Marco Pastore e Matteo Paganin) oltre all’azienda di lavorazioni meccaniche di Claudio Ongis. Insieme hanno puntato sulla Up una fiche da trecentomila euro, un capitale sufficiente per far partire la commercializzazione del prodotto. Ora il dosso elettrificato ha superato tutti i test. E Andrea non nasconde un pizzico di orgoglio. «Anche all’esterno hanno tentato di realizzare una cosa simile. Si era mossa una società inglese, un colosso del New Jersey, un’azienda canadese e due start-up israeliane. Ma gli unici ad aver realizzato un prodotto funzionante siamo noi. Un brevetto tutto italiano». L’accordo con Auchan, che diventerà operativo a settembre, dovrebbe fare da apripista verso altre installazioni. A cominciare dal parcheggio di una cooperativa di tassisti a Roma. Il Lybra è un dispositivo modulare largo tre metri, lungo uno e disposto a filo strada. Può essere installato nelle zone di decelerazione per assorbire l’energia cinetica in eccesso che altrimenti andrebbe dispersa. Solo per dare qualche cifra, ad un incrocio mediamente affollato, ogni anno si bruciano in frenate qualcosa come 500mila Kwh. La tecnologia utilizzata da Up, insiste invece Andrea Pirisi, non solo «è in grado di far rallentare il veicolo facendo così aumentare la sicurezza stradale, ma recupera l’energia che andrebbe sprecata dalla frenata delle auto attingendo ad una nuova fonte alternativa e compensando, così, l’anidride carbonica prodotta dal traffico migliorando i consumi». L’installazione è rapida, appena tre giorni di lavoro. Considerando un volume di traffico medio di 8500 vetture al giorno, i dispositivi che spunteranno presso il centro Auchan in provincia di Milano saranno in grado di produrre 100mila KWh all’anno, la resa di un impianto fotovoltaico da 80 Kw. Ma non basta: l’investimento sarà interamente ripagato nel giro di 7 anni senza incentivi statali. Dopo, l’energia prodotta si trasformerà in un vero e proprio guadagno, più o meno come avviene per la fotovoltaica. Qui, però, senza alcun incentivo pubblico. Per il momento l’azienda è andata avanti da sola. Ma non è escluso che nei prossimi mesi possa nascere l’interesse anche di altre società di venture capital. I contatti sono già avviati.

16 July 2013

pubblicato nell’edizione Nazionale (pagina 11) nella sezione “Economia”

via L’Unità – Edizione Nazionale – 16/07/2013 – l’Unità.it.